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I consigli di Salvatore Oliverio

Le origini di questa disciplina risalgono agli anni ’30 del secolo scorso, quando gli atleti della
nazionale scandinava di sci di fondo si allenavano con questa tecnica durante l’estate, in assenza di neve.
La nascita ufficiale, però, è stata merito dello studente finlandese Marko Kantaneva che, nel 1997, presentò la sua tesi di laurea proprio sul Nordic walking, la Camminata nordica che, da allora, è divenuta
uno sport che ha registrato una crescita vertiginosa in tutta Europa arrivando, quindi, anche in Italia.

Così, nel 2008 è stata fondata la Scuola Italiana Nordic Walking che, oggi, conta circa 1.200 istruttori presenti su tutto il territorio nazionale. In Italia questa disciplina sta avendo un favoloso successo, dovuto
anche agli innumerevoli benefici psico-fisici che riesce a regalare come molte altre attività svolte all’aperto, a contatto con la natura.

Chi inizia a praticare questo sport ha la possibilità di conoscere nuovi posti o di guardare con occhi nuovi quelli già conosciuti. A volte si pensa di conoscere il proprio territorio ma non è sempre vero; spesso diamo per scontati i bei paesaggi di campagna o le dolci colline che, soprattutto in primavera, regalano panorami mozzafiato. Egualmente, magari, pratichiamo sport al chiuso o ci concentriamo solo sull’impegno fisico.

Ecco: il Nordic walking unisce sport e natura permettendo di prendere il meglio di entrambi.

Scopriamo insieme che cos’è il Nordic Walking, perchè praticarlo, dove e con chi!

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I consigli di Salvatore Oliverio

Prima di una bella camminata in pianura, in montagna o lungo tortuosi sentieri, che sia solo di qualche ora o che vi veda impegnati già da alcuni giorni, è sempre importante fare alcuni esercizi di riscaldamento che spesso, per mancanza di tempo o per pigrizia, purtroppo, non vengono presi in seria considerazione.


Camminare, di per sé, risulta già un buon riscaldamento per numerosi sport più impegnativi ma bisogna
sapere che una lunga escursione o percorrere un Cammino di più giorni richiede molti più sforzi di una semplice passeggiata; prima di tutto perché abbiamo uno zaino sulle spalle, poi perché, in un Cammino importante, è praticamente impossibile trovare itinerari esclusivamente in piano. Per questo è fondamentale svolgere esercizi per aiutare muscoli, tendini e articolazioni a essere fluidi e flessibili in vista degli sforzi a cui saranno sottoposti.


Tra l’altro, per fare bene gli esercizi di riscaldamento non servono più di 10 o 15 minuti, un impegno davvero irrisorio se paragonato alle ore di cammino che ci attendono e ai benefici che se ne ricevono. Un riscaldamento ben eseguito, infatti, riduce l’affaticamento, l’insorgenza di crampi, il rischio di traumi muscolari e articolari e la classica sensazione di gambe dure nelle ore e nei giorni successivi.

Ecco quindi 7 semplici esercizi di riscaldamento per affrontare alla grande la nostra escursione, partendo
dai piedi fino a raggiungere spalle e collo.

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I consigli di Salvatore Oliverio

Si può, anzi, si deve, fare esercizio fisico all’aperto anche con la neve e con la pioggia.
Infatti, i cambiamenti nella temperatura e nella qualità dell’aria rafforzano il sistema immunitario e,
addirittura, fanno bene al nostro organismo. Il corpo contrasta il freddo aumentando la frequenza cardiaca (termoregolazione) che, a sua volta, fa aumentare il consumo di energia, rendendo
l’allenamento ancora più efficace.

Camminare all’aria aperta, inoltre, migliora l’umore e, secondo molti ricercatori ha un effetto benefico sui mali del secolo (lo stress e la depressione) perché porta a una diminuzione del cortisolo, meglio conosciuto come “ormone dello stress”. Inoltre, sembra che il freddo stimoli, innanzitutto, le attività reattive del cervello e lo ponga in stato di concentrazione attiva rispetto al territorio circostante con l’effetto di migliorare la nostra autostima.

Da non dimenticare, infine, il fatto che camminare all’aria aperta stimola la produzione di serotonina, l’ormone della felicità. Nonostante tutto ciò, durante la stagione invernale, è importante seguire comunque alcune regole, perché il freddo può avere anche effetti nocivi. Come principio di base, bisogna sempre tenere in considerazione la propria sensibilità alla temperatura
esterna, che varia da persona a persona e da situazione a situazione. Per misurarla, non è sufficiente basarsi solo su ciò che indica il termometro.

Vediamo quindi insieme le 8 Best Practise per gestire il freddo.

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🏖️ ❄️ Benvenuto INVERNO - SABATO 2 Dicembre ore 14.30

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